Feel The World in Asia
Un Paese cosí immenso… Ci sarebbe cosí tanto da raccontare… Talmente grande che viene difficile descriverla generalizzando, perché come anche solo nella nostra Penisola (piccola, se confrontata con la Cina) ci sono grandi differenze da zona a zona, provate ad immaginare qui, in uno Stato grande quasi quanto l’Europa, con la sua capitale, Pechino, grande quanto il Lazio, quanto immense e profonde siano le differenze, dunque cercherò di dare un’immagine della vita qui in base alla mia personale esperienza, ma si sa, ogni esperienza é unica e diversa.
Io ho avuto la fortuna di poter viaggiare abbastanza, avendo cosí l’opportunitá di scoprire e rendermi davvero conto vivendo in prima persona alcune di queste differenze. Partendo dal dialetto, che nella mia cittá Harbin (provincia dell’Heilongjiang, la piú a nord-est del Paese e al confine con la Russia) é quasi del tutto neutro mentre nella provincia del Sichuan (la provincia dei Panda e del piccante!) é molto differente e gli stessi cinesi faticano a comprenderlo, fino ad arrivare al sud, nel Guangdong dove si parla addirittura un altro tipo di cinese, ovvero il cantonese e non il mandarino, la lingua ufficiale dello Stato; proseguendo con le persone che sono altrettanto diverse, dunque sfatiamo subito uno dei piú grandi stereotipi sulla Cina, ebbene NO, I CINESI NON SONO TUTTI UGUALI, anzi vi é una mescolanza e una varietà di colori e forme davvero spettacolare, ancora adesso, dopo piú di 9 mesi che vivo qui, mi stupisco di questa varietá.
Anche il clima ovviamente cambia radicalmente, nella mia regione d’inverno raggiunge i -30 gradi, mentre al sud non scende sotto i 10.
Durante questi miei mesi trascorsi in questa cultura ho capito che una delle cose piú importanti qui é il cibo (proprio come in Italia) e non c’é da stupirsi se anche in questo aspetto vi é una grande varietà di scelta ed é davvero, ma davvero molto buono. C’é da ammettere che non é il cibo piú salutare sulla Terra, tutto viene fritto con fiumi di olio (anche la verdura é quasi sempre fritta) o super dolcificato (dai semplici dolci alle bevande), ma ne vale davvero la pena ungersi un po’ perché sono dei sapori completamente nuovi e diversi da quelli a cui siamo abituati.
E una delle cose che piú adoro sono gli odori nelle strade di street food, tra frutta e frullati, carne, mille tipologie di noodles, ravioli e taaaanto altro!
Come dicevo appunto, qui il cibo é davvero molto importante, di fatto, essendo i cinesi persone per niente fisiche e, ai nostri occhi, persone poco affettuose questo é il loro modo di dimostrare che tengono ad una persona: riempiendola di cibo (un po’ come le nonne italiane!)
I cinesi hanno un loro modo di dimostrare l’affetto, la famiglia é un aspetto molto importante nella cultura cinese, c’é un forte attaccamento alla famiglia, molto simile a quello che c’é in Italia e mi ha fatto molto piacere ritrovare qui quel “calore famigliare”, anche se ovviamente in un modo diverso. Anche qui ci si riunisce spesso con tutta la famiglia per qualche occasione importante (abbastanza frequenti considerando che ci sono moltissime festività) e si mangia tutti insieme, si mangia, si beve baijiu (un alcolico tipico cinese), si mangia e si mangia ancora fino ad esplodere. Dunque, anche se potrebbe sembrare assurdo, ci sono molti aspetti simili tra Italia e Cina.
Fin’ora ho sfatato alcuni stereotipi, ma c’é da ammettere che molti degli stereotipi sui cinesi sono in parte o del tutto veri, come ad esempio il fatto che a tavola sono MOLTO rumorosi, masticare a bocca aperta e parlare con la bocca piena accompagnati da rutti é la norma e inoltre hanno un concetto diverso di igiene, infatti é abbastanza difficile trovare un cinese che si faccia la doccia tutti i giorni, però al contempo sono quasi ossessionati dalla cura dei cepelli e ancora piú del viso.
Vi é una miriade di altri modi di fare o di vivere che ancora ora mi risultano incomprensibili o incoerenti e la Cina la si può effettivamente considerare la patria della contraddizione e a mio parere anche senza mezze misure, tutto deve essere esagerato.
Come ad esempio la questione della scuola e dello studio, la vita dei ragazzi ruota intorno a quello, non vi é altra scelta se si vuole provare ad avere l’opportunità di andare in una buona universitá e di conseguenza di trovare un buon lavoro.
Vivono la loro vita tra scuola ed “extra classes”, infatti oltre ad andare a scuola 5 giorni a settimana dalle 7 alle 21-21:30, nel week-end e DURANTE LE VACANZE vanno a studiare e fare lezioni extra. I piú fortunati possono forse avere nel week-end lezione di pittura, calligrafia o altre attivitá simili. Dunque per i ragazzi cinesi il tempo libero non esiste.
Ma non preoccupatevi per noi exchange é tutto diverso, non abbiamo questo tipo di stress e pressione, assolutamente (innanzitutto stiamo a scuola fino alle 16-16:30 e non dobbiamo nemmeno seguire il loro programma sia per difficoltá linguistiche sia per la difficoltá del programma), anzi in Cina gli stranieri vengono ancora visti come strani esseri arrivati da posti sperduti, sono molto curiosi (spesso anche un po’ troppo diventando invadenti) dunque si viene accolti benissimo e trattati quasi come delle star, capita molto spesso che le persone ci fermino per fare foto insieme o che ci tocchino i capelli o le ciglia, a volte é un po’ fastidioso perché ci si sente come degli animali allo zoo, ma alla fine si impara ad amare questo popolo con tutti i suoi pregi e difetti, é un Paese che offre davvero tanto, nonostante possa sembrare tutto strano e inspiegabile, ma una volta capita la loro mentalitá si apre una finestra con un mondo completamente ribaltato e anche noi cominciamo a vedere tutto con occhi diversi.
Dunque, per concludere volevo dire a chi ancora deve partire o é indeciso se farlo, di andare, partire senza pensarci troppo perché é davvero un’esperienza unica che non avremo mai l’opportunitá di ripetere, ci si diverte, si cresce e si impara tanto, ovviamente non é sempre facile, anzi la maggior parte del tempo non lo é, ma sono proprio questi i momenti che ci formeranno e ricorderemo con piú orgoglio una volta tornati alla solita vita in Italia.

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